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Il ritorno di Pasquali a Treviso
02/02/2008 14:00   

Il doppio scontro Triveneto-Bologna previsto dalla 5. di ritorno sarà caratterizzato dal ritorno al Palaverde di un tecnico ben noto a Treviso, Renato Pasquali. Il 53enne coach jesolano è, da meno di due settimane, il capo allenatore della Virtus Bologna che tenta di uscire dal tunnel della crisi. «Il cambio di allenatore è paragonabile all'ingresso in una nuova abitazione. La si vuole arredare secondo i propri gusti e oggi sto provando a far giocare la mia squadra secondo la filosofia in cui mi riconosco, ma non può essere un processo immediato. Non esprimiamo ancora il concetto di giocare assieme, e la qualità di qualche singolo non è ancora pari alle attese».
- Per la prima volta da capo allenatore affronterà la Benetton: emozioni particolari?

«Non dimentico i 14 anni trascorsi, in tre distinte fasi, alla Benetton: il ricordo principale è forse la promozione in A1 del 1984 da vice del povero Massimo Mangano, poi i due scudetti con Mike D'Antoni, in particolar modo quello del 2002. Ma fu un'ottima stagione anche quella successiva, con l'arrivo di Ettore Messina: disputammo la finale di Eurolega a Barcellona e vincemmo lo scudetto».

- La Fortezza ha spesso sofferto a rimbalzo, e a Treviso sfida un duo di lunghi, Austin-Mensah Bonsu, tra i migliori del campionato. Potrà essere una chiave dell'incontro?

«Difficile trovare una sola chiave, e poi contro Cantù e CSKA abbiamo preso più rimbalzi degli avversari. Una squadra può esprimersi se ha parecchie cartucce da sparare, e per questo mi auguro che Giovannoni (fermato da problemi alla schiena contro il Cska, ndr) sia in campo: è un giocatore di talento e noi abbiamo bisogno di talento, che per ora è racchiuso negli americani, anche se Best non è al meglio. È dagli altri giocatori che dobbiamo trovare qualità, serve fare canestro con meno sofferenza, magari correndo di più in transizione».

- In Virtus ha trovato una pedina in comproprietà con la Benetton, il pivot padovano Crosariol, finora molto discontinuo.«Si sta allenando bene, con impegno e attenzione, ma una settimana positiva non è sufficiente per andare in campo e spaccare il mondo. Servono abitudine a un certo tipo di lavoro e la mentalità per allenarsi sempre bene».- Qual è la principale peculiarità della Benetton di Mahmuti?

«Una squadra in crescita e sta assumendo le sembianze di una squadra tipica del tecnico macedone, che mette in campo difesa, fisicità, atletismo e intensità sui 40'. Per arrivare a questo punto ha avuto bisogno di due mesi, passando pure per qualche ko pesante in casa. Ma in questo momento credo che Treviso possa candidarsi per un ruolo importante nei playoff».

- Come giudica la stagione della Benetton?

«Influenzata, come per altre grandi in difficoltà, dalla scelta degli americani. Chi ha sbagliato due dei 4 Usa è finito in una zona di medio-bassa classifica».

- Cosa prevede per la Snaidero impegnata stasera nell'anticipo del Paladozza contro l'Upim Fortitudo(ore 21, Sky Sport2: arbitri Lamonica, Begnis e Tullio; ndr)?

«In realtà avrei già abbastanza da pensare alla mia squadra, posso solo guardare con fiducia alla stagione di Udine perché la squadra è guidata da uno specialista come Cesare Pancotto, e troverà il modo per uscire da questo momento difficile».

Loris Drudi

Il Gazzettino